Si va dalle più impegnative, verso i crateri sommitali con tempi medi di 6-7 ore, a percorsi a quote più basse verso la Valle del Bove, Monte Frumento, varie grotte di scorrimento lavico, fino alle classiche passeggiate naturalistiche alla portata di tutti che prevedono tempi di circa 60-90 minuti e che conducono verso i Monti Sartorius.
Dai conetti spenti dei Sartorius si possono osservare, sparse nel suolo, le cosiddette "bombe vulcaniche", o ammirare il magnifico e unico bosco di betulle.
Tutte le stagioni sono interessanti e hanno il loro fascino: in primavera è bello osservare la fioritura, l'estate è avvantaggiata dal punto di vista meteo, mentre il periodo invernale è interessante per chi pratica sci di fondo.
Chiaramente ogni tipo di escursione richiede il suo specifico equipaggiamento: la passeggiata naturalistica richiede semplicemente un paio di scarponcini da trekking, mentre per le escursioni nella Valle del Bove o ai crateri sommitali occorre il tipico abbigliamento d'alta quota che comprende scarponi, giacca a vento, pile etc..
Anche per gli appassionati di mountain-bike non mancano le opportunità: gli itinerari verso i Monti Sartorius, verso il bosco della Cerrita o della Cubania, ma anche verso Monte Crisimo, con tempi medi da 2 a 4 ore circa.
 Segui a piedi la storia del Vulcano..
|
L'eruzione del 2001 e gli eventi lavici successi hanno lasciato sul vulcano delle forti tracce.
A piedi, si può seguire la storia di questi cambiamenti morfologici, cercando tra le lave a colonna, a corda, a budello; spiando tra i crateri e le nuove bocche, esplorando le grotte con le stalattiti di ghiaccio. Oppure seguendo i sentieri che portano a pinete, ginestreti, castagneti, fino ai pistacchieti e vigneti.
Fontane di lava incandescente e colonne di fuoco, colate notturne spettacolari, l'eterna lotta uomo-natura racchiusa in un vulcano. L'eruzione dell'estate 2001 ha portato l'immagine dell'Etna sulle tv e i giornali di tutto il mondo. L'apertura di nuove bocche sommitali e laterali, nonché la presenza nelle lave dell'anfibololo, un minerale mai osservato prima in simili quantità, confermerebbe l'ipotesi che "là sotto" qualcosa sta cambiando. E si parla già di nuova era geologica dell'Etna.
Con partenza dal Rifugio Citelli gli itinerari classici sono diversi.
Si tratta di percorsi di trekking alla portata di tutti, che si compiono in assoluta sicurezza con le guide alpine del C.A.I. e la salita in quota a bordo di mezzi 4x4 e con l'equipaggiamento essenziale: giacca a vento, scarponi, zaino e lampada tascabile.
Per la visita alla zona sommitale (durata:da 4 a 6 ore secondo l'andatura) si sale con mezzi 4x4 fino a quota 2.900 metri per poi raggiungere, a piedi, il cratere di nord est, visitare il cratere centrale e le nuove bocche eruttive. Quindi si scende a piedi e in parte con la jeep fino alla partenza.
Poi c'è la bella traversata dell'Etna, che si compie con mezzi 4x4 fino a quota 2.900 metri, per poi salire a piedi e visitare i crateri a quota 3.315 metri. Spettacolare la discesa a piedi dalle contrade Torre del Filosofo, Montagnola e Valle del Bove fino al Piano del Vescovo.
In particolare, la Valle del Bove è l'inesauribile serbatoio che per centinaia di eruzioni ha raccolto le lave furibonde dell'Etna: un paesaggio da inferno dantesco. Si ritorna in auto fino al punto di partenza (durata complessiva 7 ore e difficoltà media).
Un'altro bell'itinerario è quello delle grotte. Si sale con i mezzi fino al Monte Pizzillo a quota 2.500 metri e si scende a piedi per visitare la Grotta del Gelo (con le stalattiti di ghiaccio) e la Grotta dei Lamponi, ammirando le colate spettacolari, le lave a "corda" e a "budella", lungo il percorso. Si ritorna lungo la strada forestale e si arriva al Rifugio Brunek, a 1.400 metri (durata 5 ore e difficoltà media).
Infine, c'è l'alba dal bordo dei crateri. Si sale con i mezzi fino a quota 2.900 metri, quindi fino alla vetta a 3.315 metri per visitare i crateri sommitali e si ritorna con le jeep a Piano Provenzana (durata: 4 ore e difficoltà minima).
Altri itinerari possibili sono quelli che, ad altitudini meno elevate, consentono perlustrazioni in zone di grande interesse. Come sul versante occidentale la zona compresa tra i Monti Intraleo, Gallo, Albano, Lepre, Tre Frati e Minardo.
O come la zona dei Monti Rossi, la passeggiata dal Castagno dei Cento Cavalli a Sant'Alfio fino al Rifugio Citelli; la visite alla pineta di Linguaglossa, ai ginestreti della Milia, ai castagneti di Tardaria, ai pistacchieti di Saragoddio o ai noccioleti di Passopisciaro, ai vigneti di Solicchiata. Da Moio si arriva fino a Taormina scendendo per la valle del fiume Alcantara, con le gole scavate nelle lave colonnari.
Dal 1987, 58.000 ettari del territorio etneo sono tutelati con l'istituzione del Parco dell'Etna. Dal punto base del Grande Albergo dell'Etna si può seguire il "Sentiero Natura", con undici punti d'osservazione che permettono di ammirare paesaggi e dettagli. Così dal Monte Vetore si procede verso la Sciara dello Zappino, passando per le colate e i conetti creati dalla colata del 1985. Si seguono i sentieri dell'antica transumanza tra ginestre, faggi e pini di grandi dimensioni che danno ospitalità a vari volatili, fra cui il raro picchio rosso. Dopo una radura si giunge al Giardino Botanico "Nuova Gussonea", che sta curando un progetto interessante: ricreare i principali ambienti dell'Etna.
Il vulcano si può anche avvicinare con la Ferrovia Circumetnea, costruita alla fine dell'800 dagli inglesi: dal centro di Catania si arriva fino a Bronte e poi a Randazzo.
|
|