Negli anni '30, fra le centinaia di appassionati dell'Etna, si annovera il prof. Salvatore Citelli, otorinolaringoiatra di fama, originario di Regalbuto, ma trapiantato a Catania.
Questi, scapolo e facoltoso, decide di donare a coloro con cui divide la passione, e per essi al C.A.I. un rifugio in una posizione in cui se ne sente la mancanza: a ridosso della Serra delle Concazze, appena fuori della pineta, in maniera da favorire l'attacco finale al Cratere da quel versante, per la via dei Pizzi Deneri.
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Il prof. Citelli si accorda con il cav. Antonino Paternò Castello dei Marchesi del Toscano per la concessione gratuita del terreno.
Dopo ampie riflessioni e discussioni, si sceglie la cima di Monte Concazze, un antico cratere laterale in una posizione panoramica mozzafiato, il cui interno è ormai pressoché pianeggiante e può costituire un ideale spiazzo antistante l'edificio.
Viene chiamato al progetto ed alla direzione dei lavori Alfio Amantia, ingegnere-alpinista, già sperimentatosi con successo nella realizzazione del rifugio Menza, il quale dona ancora una volta la sua prestazione.
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Viene inaugurato il 6 ottobre 1935 e anch'esso affidato alla guida zafferanese Peppino Strano, che lo manterrà fino al 1975.
Il successivo 13 novembre, con atto del notaio Francesco Fazio di Linguaglossa il cav. Antonino Paternò Castello dei marchesi del Toscano ed il prof. Salvatore Citelli donano alla Sezione Etnea del C.A.I. rispettivamente mq 11.606 più altri mq 9 sulla cima di Monte Concazze il primo ed il rifugio omonimo il secondo.
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